Una rivoluzione possibile

L’essere umano non è troppo complesso per i servizi di salute mentale

Articolo tratto da Dromorivista n. 2 - Luglio 2021

Rileggo i testi di Peppe dell’Acqua e di Basaglia: l’amore ai tempi del manicomio, solo quello del medico per i pazienti da liberare o tra pazienti, rigorosamente uomini o donne. I rari accenni a rapporti omosessuali sono esclusivamente quelli di tipo violento, da oppressione carceraria. Passeggio nella memoria tra le mura dell’ex OPG di Napoli, ex Convento ed oggi, causa pandemia, ex Centro Sociale chiamato Je So’ Pazzo, di cui conservo gelosamente la maglietta. Sulle pareti di alcune celle ci sono insulti omofobi o dichiarazioni d’amore gay. In alcune si ravvisa l’effeminatezza della persona, cui sono dedicate parole di scherno o di affetto ambivalente. Rileggo Ada Merini, una donna nuda nella sua follia e nella sua poesia, in cui l’amore è l’unico argomento che unisce le persone, le salva dal mondo escluso e da quello escludente. Nel suo amore non c’è distinzione tra generi, perché l’amore è il sesso, il corpo nudo, la vita che si dona, indipendentemente dal tabù escludente sull’orientamento sessuale. Come all’atto della chiusura dei Campi di Concentramento, le vittime designate con il triangolo rosa, furono ignorate, maltrattate o messe di nuovo in prigione, sempre sulla base dell’articolo 175 che le aveva condannate allo sterminio nazista. Solo negli anni ’90 Pierre Seel ed alcuni sopravvissuti tedeschi e polacchi parlarono, sul finire delle loro vite, degli orrori subiti prima, durante e dopo l’orrore dell’istituzione totale. La Salute Mentale in Italia oggi è completamente diversa? La rigidità della aziendalizzazione non accoglie ancora il Genere se non nella fatica delle donne di lottare per le cariche direttive. La rigidità delle classificazioni internazionali è interrotta nella sua evoluzione in Italia dal 1990 in un tempo sospeso dalla burocrazia che ci fa usare ancora solo ICD-9CM. Solo dall’ICD-10 si esclude ogni riferimento patologico all’omosessualità/bisessualità, mentre solo ICD-11 cancella dalle patologie psichiatriche travestitismo e transgenderismo e crea una nuova categoria tra le patologie sessuali, Incongruità di Genere, da applicare alle persone che chiedano l’uso di Ormoni o Chirurgia cross sex. La rigidità del sistema imposto dalla legge 164 impone invece alle persone Transgender di dimostrare una sofferenza psichica inguaribile, invece che la gioia della propria identità di genere. L’omertà infine produce Terapie Riparative e Mutilazioni Genitali ai neonati Intersex, imposte per curare l’inesistente peccato/malattia/reato di Omosessualità/Bisessualità, Transgenderismo, Intersessualità. Stiamo parlando delle persone LGBTI, Lesbiche- Gay, Bisex, Transgender, Intersessuali. In Italia la rigidità del setting e della teoria psicanalitica incontra la rigidità della visione disumanizzata della psicofarmacologia nella condanna dell’Orientamento Sessuale e della Identità di Genere non coerenti con una visione Eteronormativa e Riproduttiva. Freud e Lacan come difensori di idee religiose, che invece la psicanalisi voleva rivoluzionare. Le scuole e le prassi inclusive esistono, ma sono a loro volta escluse, taciute per omertà o ignorate definitivamente. Silvia Lippi e Andrea Crapanzano le rappresentano in psicanalisi. Cercateli, intervistateli, studiateli. La riabilitazione pensa al calcetto per gli uomini, alla pallavolo per le donne ed alle feste per farli innamorare, ma da giovani, come da anziani, ignora, esclude o nega l’identità di chi attraversa il binarismo di genere e l’amore tra sessi opposti. Ma di cosa stiamo parlando? Della complessità di esistenze tracciate dall’amore per lo stesso sesso, per entrambi i sessi, per altri generi o per nessuno di essi. (Orientamento Sessuale) Della complessità di identità tracciate dalla identificazione o dal comportamento del sesso opposto a quello attribuito alla nascita, del tutto o in parti variabili, o in altro modo o per niente definite dal genere. (Identità di Genere) Della complessità di corpi nati con genitali misti, che non corrispondono all’identità di genere o all’orientamento sessuale attribuite dalla sigla M o F alla nascita, ma neanche all’identità sociale ed esistenziale di persone, negate nel proprio diritto di essere sè stessə. Spesso subiscono alla nascita mutilazioni genitali. (Intersessualità) Della complessità di comportamenti di genere fuori dagli standard sociali accettati, per abbigliamento, gesti, mimica, voce, desideri, giochi, libertà di essere sè stessə. (Effeminati, Virago, Androginie) Della complessità di espressione sincera o del nascondimento o del supporto o delle crisi anche violente ed escludenti di queste identità rispetto a sè stessə, rispetto alle amicizie, alla famiglia, alla scuola, al lavoro. (Coming Out) Della complessità di definizioni, oggi diventate pletoriche e barocche, che intersecano il desiderio di riconoscimento individuale moltiplicandosi ed obbligando all’uso verbale o scritto di termini impronunciabili come @, *, +, o di difficile pronuncia come -ə, -u, loro. (Nomi e Pronomi di Scelta) Questa realtà complessa vissuta in un presente giovane e rumoroso, in un silenzio di vergogna da anziani o da bambini, da un’et. adulta che . spesso un nascondersi rispetto alla paura di essere sè stessə oppure una lotta continua per i diritti civili e, nel mio caso, sanitari. Ogni generazione ha un suo vissuto anche storico, che è cambiato molto velocemente, non dopo Stonewall (1968) ignorato in Italia anche da Pasolini, ma dopo le grandi manifestazioni dei Gaypride, oggi solo Pride, iniziate nel 1994 ed esplose solo dopo il 2000. Il problema è che le persone LGBTI non sono una realtà unidimensionale ma la sommatoria di minoranze ed identità, legate in qualche modo al sesso, inteso come corpo, come amore, come identità di genere o come comportamento, ognuna delle quali è un asse che può essere o meno evidente di per sè o deve essere svelato al mondo attraverso il fenomeno del Coming Out. La psichiatria moderna accoglie solo formalmente dal 2018, su pressione della nostra persona e della nostra associazione, le note WPA 2016, che raccolgono le metanalisi internazionali e dimostrano la normalità del vissuto esistenziale delle persone LGBTI, nelle loro storie personali, di coppia, di proprie famiglie con figli. Le stesse note WPA 2016 ci informano della fragilità delle persone LGBTI, sottoposte fin dall’infanzia ad insulti e maltrattamenti, espulsione sociale e familiare, chiedendo un impegno al sostegno al Coming Out e all’Accoglienza, alla realizzazione di una Anagrafica Inclusiva e quindi di una Relazione sanitario-paziente inclusiva. I maltrattamenti sono quelli definiti dalla lista ACE (Adverse Childhood Events) e producono il cosiddetto Minority Stress, molto più frequente perché maggiori sono i maltrattamenti subiti dai minori LGBTI. Il Minority Stress conduce in adolescenza all’attivazione di comportamenti a rischio o autolesionisti attraverso un peggioramento della condizione di Salute Mentale. Il Minority Stress in adolescenza è il meccanismo che produce il sintomo di patologie come i DCA, l’abuso di sostanze, alcol, tabagismo, stati ansioso- depressivi, rischio suicidario, maggiori della popolazione generale, ma anche autolesionismo tra cui si include il mancato uso del preservativo. Chi sopravvive a questa adolescenza sarà un adulto con maggiori rischi anche di salute fisica, per gli effetti dei comportamenti a rischio, ma anche per la maggiore esclusione dai sistemi di cura, prognosi e diagnosi da parte di una Sanità Omo-Transfobica, con un’evidente crollo nella longevità, maggiore per la minoranza Transgender. Inutile dire che stiamo parlando di metanalisi internazionali. In Italia l’omertà è interrotta dalla nostra flebile voce e da quella del Careggi, anche se stiamo lavorando alacremente con la SIPS e la ACP. Nell’età avanzata, il rischio maggiore oggi . la ri-vittimizzazione nelle RSA dove è vietato o ignorato essere LGBTI, essere Transgender da vecchiə, avere o avere avuto un@ partner dello stesso sesso; da parte di famiglie alla ricerca di un’eredità; da parte del soggetto in demenza, che ricordi il passato traumatico di un’adolescenza negli anni ’40, piuttosto che il presente in cui esistono leggi come le Unioni Civili o la Medicina di Genere e chissà magari un giorno anche una legge contro l’omo-transfobia. Per inciso la legge sulla Medicina di Genere esiste solo dal 2018, include in modo esplicito Orientamento Sessuale e Identità di Genere ma non ha avuto finora nessuna ricaduta pratica sul SSN o sulle pratiche dei DSM. Nessuna scuola di psicoterapia, psicopatologia o società scientifica di psicologia o psichiatria, Omceo nè ordine professionale ne ha tratto alcun elemento di modifica dell’accoglienza, prassi o protocolli inclusivi. Passiamo a parlare del paradosso di Darwin, per cui le persone LGBTI, che non si riproducono quasi mai, continuano ad essere circa il 10% di ogni popolazione in ogni epoca e cultura. La nostra esistenza storica documentata oscilla tra accoglienza ambivalente e personale o diventa ragione di esclusione sociale fino ad oggi anche dalle carriere lavorative e scientifiche in Salute Mentale. Gli studi sull’epigenetica dimostrano che nessun evento successivo al perinatale modificherà il fatto di essere una persona LGBTI. Solo nel primo trimestre si producono i genitali che sono maschili, femminili o intersessuali, ma questo è un fatto del tutto separato dalla realizzazione del cervello e dal suo sviluppo perinatale, quando si realizzano le modifiche,(evidenti anche nel neuroimaging), che definiscono l’identità di genere e l’orientamento sessuale, i comportamenti e i desideri. Le persone però ancora pensano che le persone LGBTI siano confuse e corrotte, nate dietro un carro del Pride, dove il privato diventa pubblico e la rabbia e il dolore diventano gioia sfrenata, baccanale, musica e colori. Le azioni subite nell’infanzia in relazione alla propria espressione di genere producono modifiche epigenetiche a loro volta ma queste hanno effetto solo sugli esiti del percorso del Minority Stress sulla Salute Mentale, sui comportamenti a rischio e questi sulla Salute Fisica e sulla Longevità. O al contrario possono essere di supporto ad una vita serena e felice. Le famiglie, supportate o meno da Ginecologi, Pediatri, Psicologi e NPI, possono essere informate dell’esistenza di figli Intersessuali alla nascita? (circa 1%) Di figli Gender Variant dai 5-8 anni? (circa 1%) Di figli LGBTI dall’adolescenza? (quindi il totale che è circa 10%) O devono scoprire una realtà inevitabile subendo un Trauma, causato anche dalla Disinformazione da parte di Ginecologi, Pediatri, Psicologi e NPI? Alcune associazioni LGBTI chiedono solo il supporto ai genitori di neonati intersessuali e minori gender variant o adolescenti LGBTI, ma questo in un’ottica ripartiva rispetto al Trauma prodotto dalla Disiniformazione alla nascita quando si perpetra solo la dicotomia del fiocco Rosa o Azzurro. Fiocco Rosa e Azzurro, Maschietto e Femminuccia anche nella lotta femminista si collegano ad un’esistenza virile o femminile ben distinte tra loro, ai danni delle stesse persone Etero-Cis, se ci pensate. Se ci pensate, questa visione di Maschietto e Femminucce introduce i maschi al vissuto del machismo obbligatorio e della scarsa empatia, della incapacità di condurre una casa o di curare i propri figli, del maggior rischio di suicidio quando viene lesa la loro virilità, imposta da prima della nascita da un Superio alienante. Al contrario Fiocco Rosa o Azzurro introduce le donne ad un vissuto di sudditanza e minorità, fisica e di ruolo sociale e familiare, al maggior rischio di violenze sessuali e femminicidio, alla difficoltà di conciliare la vita familiare con il lavoro, mentre i maschi sono liberi dagli obblighi domestici, perché i figli sono delle madri, fino al giorno del divorzio. Sono queste madri e questi padri, a loro volta in crisi di identità in un mondo sempre più Gender Fluid, ad avere figli LGBTI, minori o adolescenti, oppure altri parenti LGBTI adulti o anziani. La Salute Mentale pu. fare una Rivoluzione introducendo in Sanità a vantaggio di tuttə le identità di genere e tuttə gli orientamenti sessuali, incluso quelli della maggioranza binaria, modificando la Anagrafica in modo Inclusivo, rispettando il nome e pronomi di scelta, supportando il Coming Out e aiutando gli adolescenti in crisi rispetto alla propria identità (detti questioning) evitando di essere complice di realtà omo-transfobiche, misogine e per certi versi anche misandriche. La Salute Mentale può supportare le altre branche della medicina a fare la stessa rivoluzione. Questa . una Rivoluzione Possibile.

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